Voci Migranti ai tempi dell’emergenza del Corona Virus

La Voce di Angelica

Mi chiamo Angelica. Sono interprete e mediatrice linguistica e culturale, mamma e casalinga. Sono colombiana e vivo in Italia dal 2002. Abito in provincia di Milano insieme a mio figlio e mio marito e per alcuni periodi anche con mia mamma.

 

Questa situazione di emergenza, questa crisi, ha cambiato la mia maniera di vedere le cose e mi ha portata a vivere giorno per giorno, senza pensare al domani perché tutto può cambiare da un momento all’altro.

Ciò che mi pesa di più è che io ho sempre trascorso molto tempo insieme alla mia famiglia d’origine e ora, invece, non posso vedere nessuno, tranne mio nipote che in questo momento sta trascorrendo la quarantena insieme a noi. I suoi genitori lavorano in un negozio di generi alimentari, quindi sono a rischio, per cui mio marito ed io ci siamo offerti di ospitarlo da noi. Devo ammettere però che la situazione non è facile, perché stiamo parlando di un ragazzino, lontano dai suoi affetti più cari, dalla sua casa e dal suo cane.

In questa nuova modalità di convivenza a volte mi capita di litigare con mio marito per le solite cose, e anche con i ragazzi, ma questo va a giorni, e comunque tutto dentro la normalità.
Sono uscita molto poco da casa ed è mio marito che si occupa di fare la spesa. Io credo di non essere uscita da casa dall’ultima settimana di febbraio, quindi non ho mai avuto bisogno del modulo di autocertificazione per gli spostamenti.

 

In questo momento mi sarebbe piaciuto avere una casa grande in cui poter ospitare tutta la mia famiglia. Sono consapevole del fatto che non sarebbe stato facile trascorrere cosi tanto tempo insieme, ma mi rendo conto che loro sono parte fondamentale del mio essere come persona.

 

Ho un lavoro precario e saltuario quindi devo dire che la situazione difficile che stiamo vivendo in questo momento da un punto di vista lavorativo non mi spaventa perché ormai, purtroppo mi sono abituata a campare così. Certo, ora la situazione è precipitata, ma penso che l’importante sia rimanere in vita perché il lavoro si può ritrovare, la salute invece no.

Il mio lavoro da interprete è diventato rischioso perché lo devo svolgere in una stanza insieme ad altre due persone, tutte e tre vicine, quindi non so come si potrà farlo quando le attività riprenderanno. La cooperativa per la quale lavoro ci ha contattato dicendo che ci avrebbe pagato a metà aprile, a causa della situazione che stiamo vivendo oggi. Io penso che proprio per la situazione che stiamo vivendo avrebbero dovuto pagarci regolarmente.

Per il momento mio marito ed io siamo riusciti a pagare tutte le spese di casa ma non abbiamo nessun piano di riserva per il futuro. Mio marito è in cassa integrazione ma sta consumando tutte le sue ferie. Comunque, per il momento tutto regolare, vedremo cosa fare più avanti. So che lo Stato ha emanato un decreto, il Cura Italia, ma non so se ne ho diritto, ai diversi aiuti economici.

 

Una mia amica e una amica di mio marito sono state colpite dal corona virus. Anche un signore che conoscevo è morto. Pure il parroco della mia chiesa è morto di Covid-19.

Ho molta paura di contrarre il virus, perché penso che forse non ne uscirei viva e il solo pensiero di non vedere più mio figlio e i miei cari mi fa stare male.

 

Rispetto alla mia situazione in Italia, da un punto di vista dei documenti, devo dire che onestamente non mi sono preoccupata per questo, nel senso che non ci ho neanche pensato. Ma questo non perché io ormai abbia acquisito la cittadinanza italiana, anche perché i miei familiari invece hanno il permesso di soggiorno e io mi sono sempre preoccupata per loro, sono io che seguo le loro pratiche. Io ho rassicurato i miei parenti dicendo loro che su questo aspetto la situazione ora è meno preoccupante e che l’unica cosa che interessa in questo momento è salvaguardare la propria vita, ai documenti ci penseremo dopo. Comunque, sono preoccupa per mio zio, che è in Italia da tre anni ma fino ad oggi non è riuscito ad avere un permesso di soggiorno. Penso a lui che lavora assistendo delle persone anziane e che deve girare costantemente da una casa all’altra. Se si ammalasse lui sarebbe un problema perché non ha la tessera sanitaria.

La chiusura delle scuole non è stata una cosa facile per me perché mi scontro spesso con mio figlio per quanto riguarda i compiti. Poi mi rendo conto che sono diventata mamma e insegnante. Mio marito a volte lavora da casa. A me pesa il fatto di dover pensare solo io alle cose della casa oltre che dover seguire anche i ragazzi con i compiti. Tutto questo mi prende tutta la giornata e non riesco a fare nient’altro.

Una mia giornata tipo inizia con la sveglia alle 8-9 del mattino, dipende dall’orario di inizio della lezione dei ragazzi. Non posso pulire casa perché tutti sono al computer. Mio figlio di 6 anni vuole il mio sostegno perché sta iniziando a prendere confidenza con il computer, quindi devo rimanere lì seduta a fianco a lui. Poi inizio a preparare il pranzo, poi ogni uno fa un’attività diversa e io ne approfitto per pulire casa. Al pomeriggio devo aiutare i ragazzi a fare i compiti. La sera preparo la cena. Dopo si gioca a carte, al gioco dell’oca, a nascondino oppure ci guardiamo un film. Non riesco mai ad andare a letto prima di mezzanotte. Per il mio corso di inglese credo riesco ad avere una trentina di minuti al giorno, e forse neanche questo…

 

Il virus è arrivato anche nel mio paese. Per il momento la situazione non è ancora precipitata, ma purtroppo credo che presto potrebbe precipitare. Ho molta paura di questo e mi auguro che non accada, altrimenti sarà una strage.

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